«(…) c’è in queste figure senza volto qualcosa di solenne e di remoto, che è fuori dal tempo e dalle mode: stupisce e sconcerta (positivamente s’intende!) di non riuscire a trovare un immediato riferimento ad altre invenzioni analoghe, a oggetti già noti, a figurazioni già risapute».
Gillo Dorfles
le presenze

La mostra Presenze si è tenuta dal 21 novembre 1974 al 30 dicembre 1974 presso la Galleria dei Bibliofili a Milano.
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«Forse la lunga esperienza di scrutare nell’animo del prossimo per scoprirne le nascoste aspirazioni; forse un approfondimento del proprio io più intimo, sono state le premesse che hanno dato l’avvio a questa serie di PRESENZE: queste preziose tavolette auree, incise e smaltate a mano – tra il gioiello e l’icona, tra lo stemma araldico e la maschera, tra l’arcano del tarocco e la segnaletica – che Germana Marucelli ha creato in questi ultimi tempi. (…) queste figurine rispondono a un preciso disegno unitario: sono prodotti autoctoni, derivati da una lunga meditazione che Germana ha compiuto su se stessa e sugli altri. Quegli «altri» – anzi quelle altre – che, per tanti anni, ha aiutato a «esprimere se stesse». (…) E Germana, ideando le sue creazioni ha sempre avuto presente questo impegno: di dare una forma all’informe, (…) di rivestire di un’apparenza identificabile chi ne 

era privo o chi non sapeva da solo dichiararla.
Qui, invece, Germana ha finalmente pensato a sé; anche se con l’intenzione di produrre qualcosa per gli altri. O, almeno, ha voluto, e saputo, proiettare in queste figure, prive di un volto identificabile, la sua stessa personalità. (…) Un’autodifesa criptica dove il luccichio delle lamelle, d’oro, lo sfavillio degli smalti e dei colori, nasconde forse qualcosa in più che una semplice volontà ornamentale; nasconde alcune delle qualità più preziose di Germana Marucelli: la sua vitalità e la sua fantasiosità, la sue fede nel dialogo con il prossimo, nella collaborazione di sempre con gli artisti, la sua disponibilità a offrire a ognuno quella cornice fantastica che, soddisfacendo gli altri, ecco, di rimbalzo, la soddisfa e la completa (…)».

Gillo Dorfles, introduzione di Germana Marucelli,”Le Presenze”, 1974

«Forse la lunga esperienza di scrutare nell’animo del prossimo per scoprirne le nascoste aspirazioni; forse un approfondimento del proprio io più intimo, sono state le premesse che hanno dato l’avvio a questa serie di PRESENZE: queste preziose tavolette auree, incise e smaltate a mano – tra il gioiello e l’icona, tra lo stemma araldico e la maschera, tra l’arcano del tarocco e la segnaletica – che Germana Marucelli ha creato in questi ultimi tempi. (…) queste figurine rispondono a un preciso disegno unitario: sono prodotti autoctoni, derivati da una lunga meditazione che Germana ha compiuto su se stessa e sugli altri. Quegli «altri» – anzi quelle altre – che, per tanti anni, ha aiutato a «esprimere se stesse». (…) E Germana, ideando le sue creazioni ha sempre avuto presente questo impegno: di dare una forma all’informe, (…) di rivestire di un’apparenza identificabile chi ne era privo o chi non sapeva da solo dichiararla.
Qui, invece, Germana ha finalmente pensato a sé; anche se con l’intenzione di produrre qualcosa per gli altri. O, almeno, ha voluto, e saputo, proiettare in queste figure, prive di un volto identificabile, la sua stessa personalità. (…) Un’autodifesa criptica dove il luccichio delle lamelle, d’oro, lo sfavillio degli smalti e dei colori, nasconde forse qualcosa in più che una semplice volontà ornamentale; nasconde alcune delle qualità più preziose di Germana Marucelli: la sua vitalità e la sua fantasiosità, la sue fede nel dialogo con il prossimo, nella collaborazione di sempre con gli artisti, la sua disponibilità a offrire a ognuno quella cornice fantastica che, soddisfacendo gli altri, ecco, di rimbalzo, la soddisfa e la completa (…)».

Gillo Dorfles, introduzione
di Germana Marucelli,”Le Presenze”, 1974